L'Unione europea conferma l'impatto irrisorio dell'industria cosmetica nell'uso della sperimentazione animale
16 maggio 2007
L’industria cosmetica italiana da tempo ha moltiplicato i suoi sforzi per ridurre e, infine, eliminare tutti i test condotti sugli animali. Oggi, il numero degli animali impiegati per testare i prodotti cosmetici rappresenta lo 0,08% del totale degli animali impiegati per le sperimentazioni e le finalità scientifiche.
Alcuni Stati Membri invece hanno diffuso delle informazioni dalle quali si potrebbe trarre l’impressione che, rispetto agli anni precedenti, l’industria cosmetica abbia incrementato i test sugli animali.
L’industria cosmetica italiana ed europea è seriamente impegnata ad eliminare la sperimentazione animale e negli ultimi 15 anni ha ribadito il suo impegno sviluppando un programma di ricerca di grande valore, promosso dal Comitato ad hoc per i metodi alternativi alla sperimentazione animale (SCAAT), per individuare test alternativi per la sicurezza dei prodotti, in quelle aree specifiche in cui l’industria cosmetica possiede maggiore esperienza. Il programma ha già ottenuto risultati significativi sia in termini di sviluppo di soluzioni alternative sia in termini di riduzione dei test sugli animali.
Il 3 maggio 2007, infatti, la Commissione Europea ha presentato la Relazione sullo sviluppo, la convalida e la legalizzazione di Metodi Alternativi alla sperimentazione animale nel settore dei cosmetici.
L’industria cosmetica è inoltre anche uno dei soci fondatori dell’EPAA (Partnership Europea per i metodi alternativi ai test sugli animali).
Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, continua perciò a sostenere gli sforzi della Commissione Europea per ottenere un’informativa completa ed accurata dei test condotti sugli animali.
Milano, 16 maggio 2007
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